Dieci diete per dieci stili di vita

La dieta migliore per ognuno di noi? Dipende dal tipo di vita che facciamo. Stando infatti alle conclusioni dei maggiori nutrizionisti mondiali il cibo che ingeriamo deve essere messo in relazione non solo al fisico, ma anche e soprattutto agli impegni che dobbiamo sostenere, al tipo di lavoro che svolgiamo, alla situazione sentimentale che stiamo vivendo. Assodato il punto di partenza, e cioè che ognuno di noi segua un’alimentazione tradizionale, basata sui tre pasti principali – colazione, pranzo e cena – è bene sapere che si può eccedere in senso positivo relativamente a certi cibi e bevande, proprio in base alle nostre condizioni psicofisiche generali. Alla luce di ciò vediamo come per una decina di condizioni “sociali” standard è possibile associare una dieta precisa. La mamma incinta è bene che si nutra soprattutto con cibi ricchi di carboidrati, come la pasta e il pane, che assicurano l’equilibrio psicologico della gravidanza. È importante che ingerisca anche alimenti ricchi di ferro (carne), calcio (latticini) e acido folico (spinaci), che previene la spina bifida. L’anziano in pensione non deve innanzitutto abbuffarsi. Colazione, pranzo e cena devono quindi essere leggeri. Per mantenere il cervello giovane gli conviene evitare grassi e dolci; frutta e verdura, invece, preservano i neuroni. Evitare poi il sale che alza la pressione arteriosa. Per le casalinghe la dieta ideale dovrebbe rispettare i seguenti criteri: 60 percento carboidrati, 30 percento grassi, 10 percento proteine. Con ciò le mamme a casa devono alternare alimenti come la carne e il pesce e consumare molta frutta e verdura che prevengono l’invecchiamento. Il lavoratore stressato deve fare i conti con un carico di lavoro eccessivo che a lungo andare logora la mente. In tal caso è bene che si nutri di alimenti contenenti l’amminoacido triptofano, precursore della serotonina, neurotrasmettitore che rilassa il cervello. Il triptofano si trova per esempio nelle banane e nei datteri. Occhio alle mandorle, alle nocciole e alle arachidi: contengono infatti sostanze eccitanti. Bandito anche il cioccolato, per lo stesso motivo. Per chi si sta lasciando invece alle spalle una storia affettiva importante e ha in pratica il cuore a pezzi il consiglio degli specialisti è quello di concedersi qualche dolce in più della norma. Gli zuccheri in questo caso sono benefici perché stimolano il cervello al rilascio di endorfine, ormoni del piacere. Ottimo anche il cioccolato che, grazie alla feniletilamina, dà buonumore. Una tisana calda prima di andare a letto e il ciclo è completo. Per coloro che al mattino devono svegliarsi molto presto, è consigliata l’assunzione (senza esagerare) di caffé e tè zuccherati. Sono infatti bevande che contengono sostanze nervine eccellenti per la stimolazione del sistema nervoso e il risveglio dell’organismo. Il bambino che frequenta le scuole elementari non deve mai rischiare di rimanere senza zuccheri, situazione che manda in tilt il cervello. Pertanto è necessaria una colazione abbondante a base di yogurt o latte, marmellata, pane tostato e spremuta di agrumi. Importante anche la merenda con cracker da 25 grammi, biscotti da 25 grammi, una piccola fetta di pizza da 50 grammi. Anche i ragazzi un po’ più maturi che frequentano le superiori o l’università devono stare attenti a non bruciare troppi zuccheri e a nutrirsi quindi con alimenti in grado di assicurare la giusta dose di glucidi. Fondamentale ancora una volta confrontarsi con una buona colazione analoga a quella degli scolari più piccini, soprattutto se si è sotto esame. Attenzione però alle abbuffate del mezzodì: rallentano infatti le prestazioni intellettive. Per chi fa sport occorre una dieta che punti sui carboidrati. Indispensabili per la concentrazione, l’attenzione e il coordinamento dei movimenti. Infine c’è la dieta per chi ogni giorno ha a che fare con grosse responsabilità, come per esempio i medici impegnati in sala operatoria. In questo caso sono utili sostanze nervine (caffé e tè) per favorire la concentrazione e alimenti ricchi di carboidrati che distribuiscono lentamente il glucosio al cervello e ai muscoli.

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