Come curare la cervicale e non riaverla

Sette adulti su dieci, come risulta da diversi team scientifici, soffrono di cervicale (cervicalgia). Il male è caratterizzato da dolori al collo, alle spalle, alla testa, dovuti a varie cause fra cui infiammazioni di articolazioni, legamenti, dischi intervertebrali, nervi. Spesso il problema deriva anche da contrazioni muscolari che sopravvengono in risposta a posizioni scorrette assunte in macchina o al computer o dall’utilizzo di cuscini inappropriati e letti troppo morbidi. “La malattia colpisce un gran numero di persone con una leggera prevalenza per il sesso femminile, gli anziani malati di artrosi e gli individui che soffrono di ansia – ci racconta Carlo Trevisan, dirigente medico presso la Clinica ortopedica dell’Ospedale San Gerardo di Monza -. Per tenere lontano i dolori, è bene sapere che ci sono azioni da non compiere ed esercizi da fare. Secondo gli scienziati sono quattro le tipiche azioni quotidiane anticamera della cervicalgia: sedere davanti a un computer in modo scorretto (la schiena deve essere dritta e la distanza visiva dal monitor di circa 50-70 centimetri); indossare scarpe col tacco alto (meglio se il tacco è di circa 2-4 centimetri, più alto solo in occasioni particolari); parlare al telefono mentre, per esempio, si sta scrivendo qualcosa al computer (le posizioni assunte per immobilizzare l’apparecchio tra il collo e la mandibola obbligano le vertebre cervicali a movimenti non corretti); leggere a letto (la schiena, piegandosi, provoca tensione a livello dei legamenti del collo). Dunque cosa fare per prevenire – in chi sta bene – e curare – nei malati saltuari e in quelli cronici – la cervicale? Svolgere, magari prima di coricarsi, dei semplici esercizi. In piedi, muovere la testa in su e in giù e poi a destra e a sinistra; inclinare lentamente il collo con la mano de lato verso il quale è piegato il capo. Da seduti invece poggiare le dita sulla nuca e massaggiare l’area compresa tra la regione cervicale alta e le spalle; roteare lentamente la testa su se stessa, con la schiena dritta e le spalle rilassate. In alcuni casi sono però necessari i farmaci, miorilassanti e antinfiammatori: “Svolgono un’azione rilassante e sfiammante – ci dice Mattea Meda, ortopedico dell’Ospedale San Paolo di Milano -. Oppure si può ricorrere alle cosiddette terapie fisiche basate per esempio sull’impiego di ultrasuoni o infrarossi”. Se il problema non viene risolto, il consiglio è quello di rivolgersi a uno specialista che potrà sottoporre il malato a test specifici come la Tac e la risonanza magnetica.

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