Stress e sbalzi del clima: diventiamo tutti metereopatici

Che l’effetto serra sia o meno una prerogativa di questi ultimi anni è ancora tutto da verificare (in molti ritengono infatti che le variazioni climatiche attuali, in realtà, si siano avute anche in epoche precedenti la nostra), tuttavia un dato è certo: i continui mutamenti di tempo e clima incidono sulla salute psichica e fisica come non mai, e dunque i metereopatici, ovvero i cosiddetti “malati di tempo”, almeno nei paesi occidentali, sono in continuo aumento: “Non possiamo stimare con esattezza il numero di metereopatici in Italia – ci racconta Vincenzo Condemi, biometeorologo dell’università di Milano – tuttavia possiamo dire che il loro numero è in costante aumento”. Il perché va ricondotto soprattutto a due fattori: l’aumento della aspettativa di vita e la frenesia del vivere quotidiano. Nel primo caso ci riferiamo al fatto che in Italia (e nei paesi industrializzati in generale) ci sono sempre più anziani che, più di chi è giovane e in salute, è suscettibile alle bizzarrie del clima. Peraltro il numero di metereopatici, probabilmente, è in rialzo anche per via dello stress cui siamo quotidianamente sottoposti: “Chi vive in uno stato di continua tensione psicofisica è anche più labile da un punto di vista psicologico e quindi con maggiore facilità cade preda dei repentini mutamenti climatici - ammettono i ricercatori. Dunque i cambiamenti di clima in atto, inevitabilmente, finiscono per condizionare la nostra salute e in particolare - a seconda dell’evento atmosferico considerato - si possono avere diverse reazioni dell’organismo. Si parte dalle ondate di calore che, da una trentina d’anni a questa parte, si sono fatte decisamente più frequenti: “Queste possono condizionare pesantemente la vita di chi soffre di malattie cardiache e respiratorie – ammette Condemi – e spesso in questa categoria rientrano individui già in là con gli anni. Quando il caldo si fa opprimente si possono poi patire disturbi di vario genere quali capogiri, cali di pressione, difficoltà a dormire, difficoltà di concentrazione. In casi estremi un anziano può anche andare incontro al classico colpo di calore”. Con il cielo perturbato – e si avvicendano quindi rovesci, vento e basse temperature – possono invece entrare in gioco quelle che vengono definite dagli specialisti “le metereopatie secondarie”. Ci riferiamo qui a malesseri comprendenti cefalee, emicranie, mialgie: “Spesso, negli individui più neurolabili – prosegue Condemi – ci possono anche essere riacutizzazioni di malattie; in questi casi parliamo in particolare di persone che soffrono di patologie croniche esacerbate dal maltempo”. Infine, se è vero che l’effetto serra ha incrementato le ondate di calore, è altrettanto vero che ha portato anche a un aumento dell’incidenza dei periodi improvvisi di freddo, e a un altalenante succedersi di inverni rigidi ad altri decisamente più dolci. Secondo i medici il freddo incombe negativamente soprattutto su chi soffre di malattie respiratorie. In questo caso si possono perciò registrare anomale epidemie di sindromi influenzali e soprattutto infiammazioni a carico di qualche organo. È il caso delle otiti: “Il loro numero pare strettamente collegato a inverni caratterizzati da punte di gelo eccessive – conclude Condemi – a riguardo vale lo studio effettuato in questi ultimi due anni su 100mila persone recatesi al pronto soccorso nell’inverno 2005-2006 e inverno 2006-2007. Il primo inverno è stato molto più rigido del secondo e i casi di otite sono stati il 50 percento in più”. Ultimissimo dato da tener presente: l’arrivo della cattiva stagione è sovente associabile a repentini sbalzi di umore e in questi casi i medici parlano di disturbo affettivo stagionale.

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