Babbo Natale alle prese con Einstein


A che velocità deve correre Babbo Natale per poter visitare tutti i bambini del mondo, avendo a disposizione solo la giornata del 24 dicembre? Senz’altro una domanda bizzarra alla quale però solo un luminare dell’università del Nord Carolina, esperto in relatività einsteiniana, può dare una risposta. La soluzione al quesito è questa: Babbo Natale deve correre alla velocità di 300milioni di metri al secondo, vale a dire una velocità 130 volte superiore a quella della luce. Ma come è possibile tutto ciò? Larry Silverberg, professore di ingegneria meccanica e aerospaziale presso il prestigioso ateneo Usa, per arrivare a questa risposta ha fatto una lunga serie di calcoli. Ha innanzitutto verificato che mediamente sulla Terra ci sono 2,67 bambini per famiglia. Questo significa che le famiglie da visitare sono in tutto 75milioni. Considerato che in media la distanza tra una casa e l’altra è di 2,6 chilometri, Silverberg ha calcolato che Babbo Natale e le sue renne devono percorrere un viaggio di almeno 200milioni di chilometri: una cifra stratosferica – superiore perfino alla distanza che ci separa dal sole - da coprire in appena 24 ore. Ultimo dato: dalla fisica sappiamo che il parametro della velocità è dato dal rapporto tra lo spazio e il tempo e dunque dividendo lo spazio di 200milioni di chilometri per il tempo di 24 ore, corrispondenti a 1440 minuti, veniamo a sapere che Babbo Natale per non arrivare in ritardo da qualche bimbo, deve necessariamente viaggiare alla velocità di 300milioni di metri al secondo. Fantascienza? Per ora sì, dice Silvergberg, ma nel 2500 sicuramente un viaggio del genere lo potrà compiere non solo Babbo Natale ma anche qualunque altro essere umano. Secondo lo scienziato infatti nel 2500 l’uomo sarà in grado di sviluppare tecniche che consentiranno di mettere in pratica la teoria della relatività di Einstein, basata sul fatto che il tempo si può allungare e lo spazio restringere. Così la pensa anche il fisico Franklin Felber: “L’uomo sarà in grado di far viaggiare nello spazio una massa ad una velocità prossima a quella della luce già entro fine secolo – afferma lo studioso. Il noto scienziato statunitense è riuscito in particolare a risolvere una delle più celebri equazioni di Einstein sulla gravitazione. Un primo passo che preluderebbe allo spostamento di una massa ad una velocità finora resa possibile solo nei libri di Asimov.

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