Sì al progetto per il tunnel di Gibilterra

Il primo passo verso la costruzione del tunnel di Gibilterra è stato fatto. Recentemente il premier spagnolo, Josè Luis Rodriguez Zapatero, e il suo omologo marocchino, Drisss Jettou, hanno confermato la volontà di realizzare una linea ferroviaria sottomarina che colleghi l’Africa all’Europa. Si stima una spesa di 5 miliardi di euro. Il progetto prevede un doppio tunnel di 40 chilometri situato a una profondità di 400-450 metri; per avere un’idea di ciò di cui si sta parlando basta pensare che il tunnel della Manica si trova a 100 metri di profondità. I tempi per la realizzazione del nuovo tunnel? Una quindicina, ammettono gli studiosi. Marocco e Spagna si sono affidati all’esperienza e alla bravura di Giovanni Lombardi, ingegnere svizzero, noto come padre del traforo del San Gottardo: “Sono ottimista anche se il progetto di cui stiamo parlando è davvero senza precedenti”. Secondo molti ricercatori un’opera del genere avrà lo stesso impatto sociale che ha avuto il canale di Suez per il XIX secolo o il canale di Panama per il secolo successivo. Gli esperti dicono che i lavori potrebbero partire già dall’anno prossimo, mentre è difficile prospettare la partenza del primo treno: si pensa che ciò avverrà comunque entro il 2025. Grandi i vantaggi per le comunicazioni: se oggi in traghetto dal Marocco alla Spagna ci vuole da mezz’ora a un’ora e mezza di viaggio (dipende dal tempo atmosferico), è sicuro che con il treno sotterraneo sarà possibile passare da una parte all’altra del Mediterraneo in circa 25 minuti. La portata annua di passeggeri all’inizio sarà verosimilmente di 15,9 milioni di passeggeri, tripla quando il tunnel sarà completato. Si potrà prendere il treno ad alta velocità a Siviglia per ritrovarsi poco dopo, nel giro di un’ora e mezza, a Tangeri. O ancora, lo si potrà prendere a Madrid, per essere in Marocco in meno di 4 ore.

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