Canada, le onde radio dimezzano gli effetti dell'asma

Un cura per l’asma basata sull’impiego di onde radio. È la proposta avanzata da un team di ricercatori canadesi. Oggi non esiste una terapia davvero efficace in grado di contrastare questa malattia respiratoria che coinvolge, almeno nei paesi industrializzati, sempre più persone. Ma ora la cura di cui stiamo parlando promette ottimi risultati. Lo studio effettuato dai canadesi si è protratto per un paio d’anni. Presi in esame 112 malati di asma. Divisi in due gruppi, il primo è stato trattato solo con farmaci tipici della malattia, il secondo anche con le onde radio. Dopo vari mesi dai test si è potuto vedere che i pazienti del secondo gruppo presentavano attacchi d’asma con una frequenza nettamente inferiore rispetto ai primi: i ricercatori parlano addirittura di un dimezzamento delle crisi. I malati soggetti al trattamento sperimentale non hanno manifestato sintomi patologici per il 40 percento dei giorni compresi in un anno. Coloro che sono stati trattati solo con farmaci tradizionali sono stati invece liberi dai sintomi per appena il 17 percento dei giorni. Secondo gli esperti bastano tre sedute a base di onde radio per raggiungere il benessere. La tecnica si avvale di un catetere che viene introdotto nell’organismo dal naso o dalla bocca. A livello dei bronchi vengono rilasciate per circa 10 secondi le onde radio. Queste ultime provocano immediatamente un innalzamento della temperatura dei tessuti respiratori: si arriva ai 65 gradi centigradi e si provoca uno scompenso nel funzionamento della muscolatura bronchiale. In particolare i ricercatori dicono che il calore sprigionato dalla onde radio determina una riduzione del tessuto muscolare liscio che circonda le vie aeree, e che negli asmatici, presente in sovrappiù, innesca i processi di dispnea. Alla nuova terapia approntata da Gerard Cox e i suoi colleghi della McMaster University di Hamilton, in Ontario, è stato dato il nome di termoplastica bronchiale. Infine gli studiosi non hanno saputo dire in che modo le onde radio possano concretamente portare a una riduzione del tessuto muscolare extra, quel che è certo però è che l’infiammazione viene ridotta e così gli attacchi più violenti, che possono peraltro ripercuotersi sull’attività cardiocircolatoria.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cuore, reni, ossa: quanto costa l'uomo al pezzo

Stelle o triangoli. Lo scarabocchio rivela chi siamo

I difetti femminili che piacciono agli uomini