Raggi laser al posto delle corde nei violini e nelle cetre del futuro

Addio strumenti musicali classici, violini, fisarmoniche, mandolini e pianoforti: il futuro sarà rappresentato da apparecchi hitech di nuova generazione, in grado di produrre suoni come non è mai stato fatto finora, e di garantire performance al di là di ogni immaginazione. Dall’università di Barcellona arriva il tavolo techno. È uno strumento riconducibile a un tavolo luminoso che si suona spostando degli oggetti sulla sua superficie. Il risultato? Suoni da terzo millennio, atmosfere visionarie, rumori lontani. Il tromboscillator arriva dall’Olanda. È l’anello mancante tra il trombone e il pc. Si soffia dentro un boccaglio, come per tutti gli strumenti a fiato, ma ciò che ne esce è qualcosa di assolutamente innovativo, determinato dall’azione di congegni meccanici comprendenti filtri, oscillatori, e modulatori. La batteria elettronica Roland Handsonic 10 rappresenta il top delle percussioni digitali. Permette di sviluppare il suono di 400 tamburi diversi – congas, bongos, tabla – tramite dieci pad (cuscinetti digitabili) diversi, tutti con sensori di pressione. In “regalo”, incorporato nella batteria, c’è un maestro virtuale che insegna i trucchi per diventare un provetto batterista. Il suo costo è di circa 600 euro. La Les Paul digitale è una chitarra in grado di assegnare un effetto sonoro diverso a ogni corda: per esempio il “mi” cantino e il “si” possono dar vita al suono della chitarra di Steve Vai, il “sol” e il “re” a quello della Fender di Eric Clapton e così via. Qui siamo intorno alle 3mila euro. L’Augmented djambe drum è uno strumento a percussione che, incredibilmente, emette suoni senza essere sfiorato. È stato realizzato in Finlandia. Il suo segreto è la presenza di una webcam nascosta capace di leggere il movimento delle mani e tradurlo in suoni. C’è poi la cetra a raggi. Quest’ultima, al posto delle tradizionali corde, funziona con dei raggi laser. Il cosiddetto laser Koto è frutto del lavoro di Miya Masaoka, scienziata e musicista del Sol Levante e consente di creare fino a 900 suoni differenti. Infine abbiamo il violino hitech e il piano wi-fi. Il primo è stato inventato dal giapponese Suguru Goto: è caratterizzato da sensori in sostituzione delle corde, e da una minitastiera che consente di modificare in diretta i suoni. Il secondo costa quasi 6mila euro ed è il figlio dei pianoforti digitali classici, già in voga da qualche anno: la sua prerogativa è in particolare quella di trasmettere la musica al pc senza fili.

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