Talassemia e fibrosi cistica ci hanno salvato dalla malaria e dal colera

Non sempre le malattie vengono per nuocere. Stando infatti a una studiosa americana, nel corso dell’evoluzione umana, si sono registrate patologie che avevano lo scopo di difenderci da altri morbi più gravi. Secondo Sharon Moalem, evoluzionista della newyorkese Mount Sinai School of Medicine, un tempo molte persone soffrivano di emocromatosi, malattia genetica concernente l’accumulo di ferro nel sangue. Ebbene, oggi, a quanto pare, è stato chiarito il motivo di ciò: avere in corpo tanto ferro significava godere della possibilità di difenderci dalla temibilissima peste. Secondo Moalem, il ferro in sovrappiù nell’organismo, controbilanciava la carenza del minerale nei macrofagi, cellule veicolanti il principio attivo della peste, e pressoché inadatte a ospitarlo nel momento in cui il ferro viene meno. Dunque l’emocromatosi, che ancora adesso contraddistingue lo 0,5 percento degli europei, non è altro che il retaggio di un antico espediente che l’evoluzione ha messo in piedi per difenderci dal famoso germe Yersinia pestis. In particolare, la studiosa americana, dice che, in occasione della Morte nera del Trecento, i 25 milioni di morti che ci furono, sarebbero stati molti di più se non ci fosse stata questa malattia. Ora il dibattito è aperto. C’è infatti chi afferma che la Moalem ha ragione, chi invece sostiene che le ragioni di un di un morbo tanto devastante siano da imputare esclusivamente alla scarsa igiene e alla azione dei topi. In ogni caso, secondo molti studiosi, è vero che certi mali sono sorti per difenderci da altre potenziali patologie. Il discorso vale anche per malattie diffusissime come l’ipercolesterolemia, ovvero l’eccesso di grasso nel sangue. Presumibilmente un tempo gli uomini avevano meno problemi in questo senso. Tuttavia, in concomitanza con la conquista di regioni geografiche dove il sole batte meno, divenne necessario trovare uno stratagemma per aiutare l’organismo a sintetizzare la vitamina D, fondamentale per lo sviluppo osseo e direttamente proporzionale alla quantità di raggi solari assorbiti dalla pelle. Stratagemma che fu trovato proprio nell’accumulo di grassi in sovrappiù nel sangue, naturalmente predisposti a trasformarsi in vitamina D, se sottoposti all’azione solare. Di questo passo è oggi possibile affermare che anche gravi malattie come la fibrosi cistica – patologia che porta a una produzione eccessiva di muco - contribuirono a tener lontano patologie come la tubercolosi e il colera. Analogamente la talassemia – una specie di anemia, molto diffusa in Italia – e il favismo – malattia concernente la distruzione dei globuli rossi, in concomitanza con l’assunzione di fave – servirono a proteggerci dalla malaria.

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