Transgenico, cibernetico, extraterrestre o sirena. Ecco l'uomo di domani

L’uomo del futuro? Secondo vari team scientifici internazionali potrà essere di 4 tipi. Ci potranno essere l’uomo transgenico, il cibernetico, l’extraterrestre o l’uomo sirena. I primi due corrispondono a fenomeni che si stanno già attuando. Con la genetica siamo già a buon punto. In pratica si tratta di andare a pescare geni potenzialmente utili in piante e animali per poi inocularli nell’uomo, in modo da migliorare la sua salute, le sue prestazioni, e magari allungargli la vita. Gli esempi abbondano. Uno è quello relativo all’ipotesi di prelevare da un pesce un pigmento in grado di conferire un colore bruno alla pelle. Così non sarà più necessario spendere ore e ore a pancia all’aria per abbronzarsi. Fondamentale sarebbe comunque manipolare i geni per bloccare malattie sul nascere. Anche l’uomo cibernetico è più reale di quanto si possa immaginare. In questo caso si pensa a esseri umani, mezzi uomini, mezzi macchine. Qualcosa del genere c’è già. Il riferimento è a un team di americani che ha recentemente forgiato il primo braccio artificiale comandabile tramite il cervello. Allo stesso modo si stanno ideando marchingegni capaci di far funzionare un pc con il potere della mente. Più avveniristiche sono le proposte concernenti l’uomo extraterrestre e l’uomo sirena. Nel primo caso si può immaginare una Terra che non ce la fa più a contenere tutti gli umani, e vari team di ricerca che contemporaneamente scovano nel cosmo pianeti perfettamente abitabili. Dunque sempre più colonie di umani volerebbero nello spazio per colonizzare nuovi mondi. Così, nel giro di circa 100mila anni, si differenzierebbero specie diverse, non più compatibili da un punto di vista genetico con l’Homo sapiens sapiens. Per esempio, in base alla gravità di un dato pianeta, ci potranno essere uomini con la testa più grossa o la muscolatura più sviluppata. Infine l’uomo sirena vedrebbe la luce nel momento in cui il genere umano dovesse venire a trovarsi sull’orlo dell’estinzione. Ecco lo scenario più plausibile. Guerre ed effetto serra hanno portato alla sopravvivenza di uno sparuto numero di umani su delle piccole isole. In questo contesto l’unica possibilità di sopravvivenza è garantita dagli animali presenti nelle acque. Per tale motivo l’uomo lentamente, soggiacendo alle leggi darwiniane, si trasforma pian piano in un organismo metà uomo e metà pesce, ideale predatore dei mari.

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