Ai confini del cosmo le Pioneer rallentano. Mistero sulle cause

Cosa sta frenando la corsa delle sonde Pioneer, lanciate negli anni Settanta, e ora alla periferia del sistema solare? È la domanda che si stanno ponendo molti scienziati, ma senza essere ancora giunti a una soddisfacente soluzione. Qualcuno ha parlato di un malfunzionamento dei motori. Altri dell’azione del vento solare o della forza gravitazionale di pianeti sconosciuti. Ora, però, tutte queste teorie sono state abbandonate. I motori sono fermi da tempo, funzionano solo i propulsori per le manovre: ma questi ultimi non hanno subito perdite di combustibile (idrazina) e dunque non possono essere messi in relazione con la decelerazione delle due sonde. Il vento solare è troppo debole per poter influenzare lo spostamento di corpi pesanti come le Pioneer. E l’esistenza di nuovi pianeti è ormai stata esclusa da tempo. Per tale motivo – dicono i ricercatori - non resta che affrontare il problema da un nuovo punto di vista: probabilmente esistono nell’universo forze o energie che nessuno hai mai considerato, che nessuno ha mai calcolato, e che potrebbero influenzare le dinamiche dei cieli tanto quanto la relatività di Einstein e la legge di gravitazione universale di Newton. Per esempio c’è chi parla di “teorie di dinamica modificata”. Secondo queste nuove tesi, nello spazio vuoto, dove non ci sono né stelle, né pianeti, l’accelerazione e la velocità di un qualsiasi oggetto non obbediscono alle leggi tradizionali della fisica, e porterebbero quindi un corpo a viaggiare con il freno a mano tirato. In alternativa c’è chi asserisce che la materia oscura possa avere un suo ruolo prioritario nel rallentamento delle sonde: la cosiddetta “massa mancante” rappresenta il 90 percento dell’universo e potrebbe benissimo influenzare corpi non più soggetti all’azione gravitazionale di stelle e pianeti. Le due sonde Pioneer più famose sono la Pioneer 10 e la Pioneer 11. La prima è stata lanciata nel 1972, la seconda nel 1973. Entrambe hanno svelato i misteri di pianeti come Giove e Saturno. In particolare la sonda Pioneer lanciata nel 1972 perde un quarto d’ora all’anno rispetto alla traiettoria prevista.

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