Monet e Degas, impressionisti per causa di una malattia alla retina

L’impressionismo, movimento artistico fiorito in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, vede per la prima volta i pittori assecondare il bisogno di interpretare la natura osservandola sotto la sua luce naturale, in tutte le sfumature che essa assume dall’alba al tramonto. I pittori impressionisti praticano la cosiddetta pittura “en plaine air”, dipingendo le proprie opere direttamente sul luogo di osservazione. Ora però veniamo a sapere che molti di questi artisti in realtà svilupparono la loro tecnica fatta di “impressioni” e sfumature anche per via di gravi difetti visivi che hanno tormentato le loro esistenze. Il riferimento è a due giganti della pittura impressionista: Degas e Monet. A parlarci di questa novità sono degli studiosi dell’università di Stanford. Spiegano i ricercatori che entrambi i pittori soffrirono di retinopatie degenerative, malattie come per esempio la retinite pigmentosa: in particolare, con il termine retinite pigmentosa, si definisce un gruppo di patologie ereditarie caratterizzate da una degenerazione progressiva della retina che interessa entrambi gli occhi. Secondo gli esperti è dunque ammissibile supporre che, gran parte dei lavori dei due artisti, possa essere più il frutto dell’incapacità a vedere adeguatamente, che non della consapevolezza di appartenere a un movimento artistico ben preciso: Degas soffrì di vista dal 1860, Monet, in una lettera del 1914, lamenta un continuo peggioramento della vista e la grossa difficoltà a distinguere i colori. Gli studiosi hanno ricostruito al pc alcuni dipinti di Degas e Monet, modificando le immagini in modo da farle apparire come le vedevano i due artisti quando la loro vista non era ancora compromessa: per arrivare a ciò è stato semplicemente utilizzato un software in grado di alterare tinte e luminosità di un dipinto. Per esempio il famoso dipinto di Monet “Il Ponte giapponese” era visto dal pittore in modo ben diverso da come lo può vedere una qualunque persona con la vista intatta: cambiano i colori, i contorni delle figure, tutto diventa più indefinito e sfuggente. Probabilmente l’artista soffriva anche di una grave forma di cataratta, ammettono i ricercatori. Similmente accade per quel che riguarda il dipinto di Degas “Donna che si asciuga i capelli”. Stando alle conclusioni dello studio lo stile dei pittori si era formato e consolidato ben prima che la retinopatia avesse il sopravvento, ma osservando l’evoluzione dei loro quadri si vede come le opere più recenti siano molto più confuse, astratte, poco definite, rispetto a quelle della giovinezza.

Commenti

giuseppe valia ha detto…
?... ma chi sono questi scienziati? Prima di spararare teoremi, si sono accertati di cio?, avete mai visto un quadro di monetmdal vero? Avete notato la firma? Secondo voi e possibile eseguire una firma del genere avendo problemi di vista?..... non credo