Ecco la prima centrale solare termodinamica

Se tutto andrà tutto come previsto la prima centrale solare termodinamica del mondo, ideata dal Nobel Carlo Rubbia, sorgerà in Sicilia entro il 2009. Il Protocollo di intesa per la sua realizzazione è stato firmato recentemente da Enel ed Enea. 40 milioni di euro la spesa prevista. A differenza delle normali centrali solari quest’ultima consentirà la produzione di energia anche durante la notte e in qualunque condizione atmosferica: ciò sarà possibile grazie all’azione di un fluido termodinamico contenuto in apposite tubature che assorbe calore di giorno e lo rilascia quando fa buio. In realtà un impianto analogo è già stato realizzato anche in America, in California; la centrale energetica Usa funziona tramite l’ausilio di un particolare olio minerale, fluido termodinamico meno efficiente e più pericoloso per l’ambiente del nuovo composto siciliano a base di nitrati di sodio e potassio. La notizia dell’approvazione del Progetto Archimede coincide con l’inaugurazione della più grande centrale solare del mondo in Portogallo: si tratta di un impianto situato a un centinaio di miglia da Lisbona, caratterizzato dall’azione di numerosi pannelli solari distribuiti su una superficie di ben 60 ettari. Il progetto Archimede si estende presso l’abitato di Priolo Gargallo, nel siracusano. Si basa su una tecnologia innovativa ed esclusiva legata alla costante attività di un campo solare composto da 360 specchi (collettori parabolici). La luce solare catturata serve a produrre vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine della centrale, incrementa la produzione di energia elettrica. Questo procedimento è in grado di ridurre drasticamente il consumo di combustibili fossili: stando ai tecnici dell’Enea il Progetto siracusano consentirà di risparmiare 12.500 tonnellate di petrolio e di evitare l’immissione annuale nell’atmosfera di 401mila tonnellate di anidride carbonica. Il nuovo impianto servirà in particolare per incrementare di circa 5 MW la potenza della centrale elettrica presso la quale verrà costruito. E permetterà un rifornimento energetico sufficiente per soddisfare il fabbisogno di 4.500 famiglie. “A Priolo si celebra il matrimonio tra le migliori tecnologie di oggi e le innovazioni del futuro – ammette Paolo Scaroni, amministratore delegato di Enel -. Enel vuol svolgere questa funzione di ponte e di catalizzatore per permettere anche ai progetti più avveniristici di realizzarsi, integrandoli in un contesto industriale. Produrre a costi competitivi, nel rispetto dell’ambiente”.

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