Miracoloso gene k. Basta iniettarlo e addio impotenza

Vincere l’impotenza con la terapia genica. È la promessa di un team di studiosi statunitensi. La terapia è stata messa a punto dall’urologo Arnold Melman dell’Albert Einstein College of Medicine di New York ed è stata recentemente approvata dalla Fda (Food and Drug Administration). L’operazione consiste nell’iniettare direttamente nel corpo cavernoso del pene la molecola vettore del gene K. La conseguenza di ciò è l’aumento dell’azione dei canali del potassio sulla membrana cellulare delle cellule muscolari lisce dei corpi cavernosi dell’organo genitale, con un successivo miglioramento significativo di scambio di ioni del minerale e quindi della capacità di vascolarizzazione del pene. Più in dettaglio, il gene preso in esame, codifica per i cosiddetti canali Maxipotassium. “L’iniezione provoca l’apertura dei canali del potassio. Quando ciò avviene si ha la migrazione degli ioni potassio all’esterno della membrana cellulare che, polarizzandosi, porta a un rilassamento del muscolo, e infine all’erezione – ha commentato Arnold Melman, direttore del Dipartimento di urologia dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University e fondatore della Ion Channel Innovations. I risultati clinici ottenuti su un primo gruppo di pazienti (11 in tutto) sono ottimi. Per ora la ricerca ha raggiunto lo stadio della fase I. È stata condotta su volontari sani, dimostrando la sua efficacia: l’effetto è molto duraturo (maggiore di sei mesi) e la terapia si è dimostrata una valida alternativa a quella tradizionale compiuta con il sildenafil - noto come Viagra o pillola blu - o medicamenti analoghi. Peraltro si elimina l’effetto collaterale che insorge più spesso nel corso di terapie contro la disfunzione erettile, cioè il priapismo, la persistenza dell’erezione, non causata da desiderio. L’intervento si è visto infine che agisce con successo sia sui malati di diabete che soffrono di disfunzione erettile sia in chi è avanti con gli anni. La disfunzione erettile è un problema medico molto diffuso che colpisce almeno 1 uomo su 3 fra 40 e 70 anni e può insorgere a qualsiasi età, sebbene sia più frequente dopo i quarant’anni. Secondo i dati forniti dalla Sia (Società italiana andrologia) sono circa 2,8 milioni gli italiani che soffrono di disfunzioni erettili, il 2 percento dei quali è costituito da adolescenti e l’8 percento da giovani, e oltre 4 milioni quelli che invece eiaculano precocemente.

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